ADSL e digital divide: 7,5 milioni di italiani senza banda larga

rapporto caio

Francesco Caio, consulente del Governo per la banda larga, ha condotto uno studio sullo stato della diffusione della banda larga ed ADSL in Italia. Il cosiddetto Rapporto Caio, tra le altre cose, ci mette di fronte al fatto che la copertura della tecnologia ADSL, nonostante gli investimenti anti digital divide è più limitata di quello che Telecom Italia vuole farci credere.


Secondo le stime di Telecom Italia, il 98% della popolazione è raggiunta dalla banda larga (ADSL). In realtà basta guardarsi un po’ in giro (tra amici, forum, newsgroup, ecc.), e ci si rende conto che i clienti scontenti sono moltissimi, per cui si capisce bene che Telecom Italia sopravvaluta un po’ la questione.
 
Secondo Francesco Caio la copertura effettiva della banda larga è ben lontana dalle stime di Telecom; infatti al valore del 98% vanno sottratti, secondo il consulente, i mini-DSLAM, i MUX e le linee lontane dalle centrali, che non riescono a garantire una qualità adeguata del segnale a causa dell’attenuazione. Il risultato è che ad oggi solo l’88% della popolazione è raggiunta da una ADSL veloce, e non si prevedono sostanziali miglioramenti della situazione, almeno fino al 2011.
 
Il minimo per cui una connessione si può definire a banda larga, secondo Caio, è di 2 megabit; e noi sappiamo benissimo che, anche stipulando un contratto a 7 o 20 megabit, spesso le velocità sono nettamente inferiori.
 
Caio quindi suggerisce di effettuare grandi investimenti per poter portare l’Italia in linea con il resto dell’Europa. Andrebbero rinnovate le infrastrutture, per fare in modo che il 99% della popolazione sia raggiunta da connessioni ad almeno 2 megabit.
 
Non è necessario investire per forza sull’ADSL classica (doppino telefonico), ma si può anche investire in altre tecnologie, come per esempio la fibra ottica o wireless (come ad esempio il WiMAX)
 
Il Rapporto Caio, di 105 pagine, è consultabile sul sito di Repubblica.it, a questo link.