Confindustria dice NO al blocco dei fondi per la banda larga

ADSL naked

La storia infinita della banda larga si allunga sempre di più. Dopo la decisione del Governo, comunicata da Gianni Letta, arrivano le critiche dagli operatori del settore, che sostengono che investire nella banda larga è un modo per uscire dalla crisi, condividendo il pensiero della Comunità Europea, e di altri Paesi, come Germania, Francia, Finlandia e Gran Bretagna.


Ne parlavo proprio ieri: Gianni Letta ha annunciato che lo stanziamento dello Stato di 800 milioni di euro per la banda larga è stato bloccato in attesa di uscire dalla crisi.
Non si fanno attendere le dure critiche di Confindustria, che già in passato aveva chiesto lo sblocco dei finanziamenti.
“Un danno al Paese. Il Piano anti digital divide è strategico. Come Confindustria - afferma il delegato del presidente della confederazione allo Sviluppo della Banda Larga, Gabriele Galateri - continueremo a sostenere la priorità di questo intervento. In due anni potrebbero essere investiti 1,5 miliardi di euro in infrastrutture per ridurre il digital divide, che riattiverebbero la filiera dell’ICT e gli investimenti in innovazione digitale delle imprese. Ogni euro investito nella banda larga ne produce almeno due di aumento di attività economica e di Pil. Il Paese non può rimandare questi interventi”.
 
L’impressione è che il Governo non abbia capito (e come potrebbe… sono sicuro che la maggior parte dei nostri governanti non ha mai utilizzato internet, e quindi non abbia la minima idea di quali siano le potenzialità del mezzo) che la banda larga funge da volano per le aziende, creando posti di lavoro.
 
Altri paesi, come Finlandia e Gran Bretagna, hanno capito la questione, e stanno investendo in tecnologia. Porteranno la banda larga (fino a 100 Mega) in ogni casa entro pochi anni.
 
Ma la diffusione di internet non serve solo alle aziende: serve anche alle persone normali… si svilupperebbe l’e-commerce, si inizierebbe ad usare di più la carta di credito (l’Italia è in fondo alla classifica europea sull’utilizzo delle carte di credito e dell’e-commerce).
 
Lo sviluppo di internet, inoltre, servirebbe anche a dare una spinta all’alfabetizzazione informatica: il 50% delle famiglie italiane non ha il PC, ed è un altro record negativo.
 
Il Governo attuale non ha mai mostrato una particolare predisposizione all’informatica, nonostante le promesse di Berlusconi (le famose 3 I: Inglese, Internet, Informatica), che sono quindi rimaste inattuate. Oggi il Governo invece sta spingendo nel passaggio al digitale terrestre, sta quindi spingendo nel settore televisivo (… chissà come mai …)
 
Le lamentele non sono solo di Confindustria: si alzano proteste da più parti, nei forum su internet, la CGIL, Confcommercio, FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), e per ultimo (ma non certo in ordine di importanza) Corradò Calabrò, presidente dell’Autorità per le Telecomunicazioni.
 
Il blocco dei fondi ritarderà anche il rinnovamento della Pubblica Amministrazione: il famoso e-governement, il miglioramento dell’efficienza degli enti pubblici, il miglioramento dei rapporti con il cittadino, fortemente voluto dal Ministro Brunetta entro il 2012. 
Se hai problemi di banda o se hai una banda poco larga, racconta in questo forum il tuo problema e come ti arrangi. Le vostre segnalazioni ci aiuteranno a documentare meglio la situazione reale e nel nostro piccolo a dare un contributo di informazione perché la situazione migliori.