Piano Romani per la banda larga: abbandonato definitivamente?

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Dopo l’articolo di ieri, in cui parlavo del problema del Piano Romani per l’eliminazione del digital divide, vi porto notizie ancora peggiori.
A quanto pare il suddetto piano è stato definitivamente accantonato, per recuperare i fondi per i vaccini contro l’influenza A.


Noi tutti già sappiamo che l’alfabetizzazione informatica in Italia è piuttosto bassa; questo si ripercuote anche sull’utilizzo di Internet: secondo alcuni dati pubblicati dall’Osservatorio Digitale Italia 2.0 (organizzato da Confindustria) solo il 47% usa la rete; l’Italia sarebbe il fanalino di coda dell’Europa.
Questa è la conferma di quello che, già tempo fa, era stato evidenziato dal famoso Rapporto Caio, secondo cui 7,5 milioni di italiani sono senza banda larga.
 
Per peggiorare la situazione, già di per se triste, si aggiunge il digital divide, che ancora colpisce una parte rilevante del territorio: secondo alcune stime il 12% degli italiani non ha accesso alla banda larga (ma io penso che la percentuale sia molto più elevata).
 
I fortunati utilizzatori di ADSL, invece, nella maggior parte dei casi non arrivano neanche lontanamente a velocità da vera banda larga (circa 20 Mbit/s), neppure se il contratto lo prevede: le statistiche dicono che queste connessioni si fermano a 10 Mbit/s (beati loro… io arrivo a stento a 5 Mbit/s, eppure abito in città, e neanche tanto lontano dalla centrale).
 
Per risolvere questo problema, ed eliminare il digital divide, anche a seguito delle promesse del Governo, è stato programmato il cosiddetto “Piano Romani“, che prevede la diffusione della banda larga in tutto il Paese entro il 2012, garantendo almeno 2 Mbit/s a ogni cittadino digitale.
 
Il tutto sarebbe costato circa 1,5 miliardi di euro (confermando le stime del Rapporto Caio), di cui 800 milioni anticipati dallo Stato, come ho detto ieri.
 
Purtroppo, però, oggi apprendo che i soldi sono stati dirottati in blocco verso l’acquisto dei vaccini contro l’influenza A.
 
L’annuncio l’ha fatto il presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri di Genola, in occasione dell’Osservatorio Italia Digitale: “Degli 800 milioni stanziati per la banda larga non ne abbiamo visto nemmeno uno” - ha dichiarato ai presenti - “e a un certo punto qualcuno mi ha detto: ‘Vuoi i soldi per la banda larga o i vaccini per i bambini?’“.
 
Dite quello che volete, la prevenzione e la cura della salute sono una cosa molto importante, ma risolvere il problema del digital divide avrebbe avuto effetti molto positivi sull’economia (ed in questo momento ne ha molto bisogno), come hanno dimostrato molti studi: pare che per ogni euro speso per la banda larga vengano generati 4 euro di PIL.
 
Tra l’altro, secondo il mio parere (e qui esuliamo dagli argomenti trattati in questo blog), la questione dell’influenza A è ampiamente sopravvalutata. Io credo che la psicosi sia stata creata ad arte per permettere alle case farmaceutiche di vendere i vaccini a caro prezzo. D’altronde muore molta più gente per malattie molto più serie (e anche curabili con poca spesa), ma nessuno ne parla.
 
Vi lascio con uno spunto di riflessione: è giusto risparmiare sull’ADSL per comprare i vaccini? Vi sembrano molti 800 milioni di euro?
Dipende: in fondo è solo 1/10 di quello che il Governo spende per le auto blu, ed è anche solo il 2% delle spese militari
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