No ai filtri su traffico ed alle limitazioni su P2P o file sharing

stop flat

Qualche tempo fa avevo detto che molti provider negli Stati Uniti stavano pensando di limitare in qualche modo la connettività dei propri clienti, imponendo delle limitazioni oppure utilizzando dei filtri su P2P/file sharing.
Un parlamentare di New York si fa portavoce di un modello di connettività libero.


Il problema è che, in base a quanto dicono i provider, il traffico dati cresce sempre di più, soprattutto a causa del file sharing, del VoIP e dello streaming; i provider vedono crescere di pari passo le spese per effettuare continui aggiornamenti delle infrastrutture di rete, e ritengono che questo andamento non sia sostenibile a lungo, così come ho detto in un mio vecchio post.
I provider stavano quindi pensando di introdurre abbonamenti a consumo, o con divieti di utilizzare il VoIP, oppure P2P, a meno che non si sottoscrivano abbonamenti molto più costosi.
Ovviamente il popolo della rete non ci sta, e si sono avute molte proteste.
Della questione ne ha parlato anche Punto Informatico, in un articolo in cui si analizza la proposta di Eric Massa, un parlamentare democratico dello stato di New York, che ha presentato una proposta di legge detta Broadband Internet Fairness Act.
 
Secondo la proposta, agli operatori è fatto divieto di mettere delle soglie alle tariffe flat, oltre le quali scatterebbero le tariffe a consumo; il parlamentare sostiene che queste tariffe sono discriminatorie, e che, soprattutto in questo periodo di crisi, porterebbero gravi conseguenze per tutta l’economia, poiché internet funge da traino per lo sviluppo di tutte le attività.
 
Se la proposta di legge passerà, i provider dovranno passare per la Federal Trade Commission (una sorta di Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ma con molti più poteri di quella che abbiamo in Italia) prima di poter variare le condizioni contrattuali.
Ovviamente i provider non sono d’accordo, e difenderanno a spada tratta il loro punto di vista.
In Europa per il momento si resta a guardare, ma faremo bene a seguire il problema con attenzione, perché anche da noi la minaccia di internet a consumo si fa sempre più concreta.